Quaere

Qualche giorno fa, nella sezione Analisi e Commenti del Corriere della Sera, Massimo Sideri riporta questo articolo pubblicato anche sul sito dell’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici), che fa riferimento a un articolo della rivista Nature di un secolo fa (non 50 anni).

Il corsivo parla con piacevole leggerezza della “suggestione fuori tempo” di tornare alla lingua latina per la divulgazione del sapere scientifico. L’argomento di una lingua unica per la comunicazione scientifica è sempre attuale ed è stato recentemente approfondito anche in un articolo di Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca intitolato “Ma siamo sicuri che la lingua della ricerca sia solo l’inglese?”.

Alcune espressioni latine contenute nell’articolo hanno attirato la mia attenzione.

Andiamo a leggerle.

  • “Come diremmo dell’intelligenza artificiale? Cerebrum artificialiter o machina sapiens…”
    Perché usare un avverbio (artificialiter) in unione con il sostantivo cerebrum? E perché proporre come alternativa un’espressione fuori luogo come machina sapiens?
    L’espressione latina corretta è intellegentia artificialis, che la lingua inglese ha derivato dal latino.
  • “L’e-mail sarebbe una epistula electronica” espressione inutilmente lunga che in latino si può rendere con e-litterae o, con un gioco grafico, e-pistula
  • “Ecco nel 1989 l’annuncio di Tim Berners-Lee: habemus Magna aranea mundi, come avrebbe detto Catullo…”. Non ho trovato riferimenti a queste parole attribuite a Tim Berners-Lee, ma, nei panni dello scienziato, avrei usato la sigla TTT (tela totius terrae) o, almeno, l’accusativo Magnam araneam (escludo che l’autore volesse usare un plurale neutro).

Intendiamoci: questo articolo di giornale non è un saggio accademico, l’intento è dichiaratamente giocoso, però il latino ha delle regole, come i giochi: quando sono rispettate il gioco è più piacevole.

Riporto la traduzione dell’articolo di Nature, disponibile a pagamento nell’archivio della rivista, e un ritaglio d’immagine per non incorrere in violazioni di copyright.

100 anni fa

Il valore di una lingua internazionale per promuovere l'amicizia tra le nazioni e i suoi evidenti vantaggi per l'uso nel commercio internazionale sono stati molto sottolineati... Il Prof. R. G. Kent... dà un ponderato contributo a questo argomento. Dopo aver fatto riferimento all'uso del latino da parte dei ricercatori scientifici dal 1500 d.C. circa fino al 1775... l'autore... giunge alla conclusione che il latino è la lingua migliore per scopi scientifici... è ragionevolmente fonetico; è ancora usato per costruire nuove parole richieste nella scienza... e il suo uso non alimenterebbe la gelosia internazionale. Il Prof. Kent sostiene che l'uso di un latino semplice, cioè con frasi brevi e poche proposizioni, insieme a un numero leggermente aumentato di preposizioni, sarebbe il supremo mezzo per trasmettere il pensiero scientifico a un pubblico internazionale.