In via Lanzone, all’altezza del N. 30, nei pressi della chiesa di Sant’Ambrogio, si trova la piccola chiesa di S. Agostino in Camminadella, edificio poco appariscente sul cui timpano spezzato campeggia un’iscrizione del XVI sec. che indica questo come il luogo in cui sant’Agostino fu battezzato da Sant’Ambrogio.
L’iscrizione è questa:
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DIVUS AUGUSTINUS |
SANT’AGOSTINO |
Possibile che Agostino sia stato battezzato in questo luogo, vicino alla chiesa di Sant’Ambrogio e lontano dal Duomo? Proviamo a indagare, partendo dalle parole del santo.
Inde ubi tempus advenit quo me nomen dare oporteret, relicto rure Mediolanium remeavimus. Placuit et Alypio renasci in te… adiunximus etiam nobis puerum Adeodatum ex me natum… et baptizati sumus[1].
“Quando poi venne il momento in cui dovevo iscrivermi, lasciata la campagna tornammo a Milano. Anche Alipio decise di rinascere in te… aggiungemmo a noi anche il giovane Adeodato nato da me… e fummo battezzati”.
Agostino rievoca un momento così importante nella sua vita con un atto di umiltà: la scelta del battesimo è raccontata con pudore, senza enfasi e senza inutili dettagli esteriori.
Nel IV secolo il battesimo si celebrava in città, una sola volta all’anno, a Pasqua, e ci si doveva iscrivere (dare nomen), perché era una cerimonia collettiva. Conosciamo anche la data esatta di questo battesimo: sabato 24 – domenica 25 aprile 387; ma dove fu battezzato? Agostino non lo dice. Andiamo allora alla ricerca del battistero della cattedrale di Milano.
Il battistero nell’antichità era un edificio posto all’esterno della chiesa, perché in chiesa si entrava solo dopo essere stati battezzati. Il battezzando scendeva i gradini che lo portavano alla grande vasca (fons), dove veniva purificato per immersione nell’acqua del fonte battesimale, risaliva verso la nuova vita e poteva entrare nella cattedrale.
Sappiamo che “Ogni città episcopale aveva una cattedrale; e quindi di solito un solo battistero. Il battistero a Milano al tempo di Sant’Ambrogio doveva trovarsi nelle immediate adiacenze della cattedrale[2]”.
Ai tempi di Ambrogio a Milano in piazza del Duomo esisteva l’Ecclesia maior, che nei secoli successivi fu dedicata a Santa Tecla[3]; accanto ad essa sorgeva il battistero, come è testimoniato da un epigramma di Sant’Ambrogio[4] scolpito su un’epigrafe oggi perduta, riportata da una silloge del IX secolo[5].
Gli scavi archeologici in piazza del Duomo hanno riportato alla luce i resti di un grande edificio ottagonale vicino all’abside dell’antica chiesa di Santa Tecla, noto nel medioevo come Ecclesia Sancti Iohannis ad fontes e demolito intorno al 1400.
Dell’esistenza a Milano di altri battisteri milanesi abbiamo talvolta prove (Santo Stefano, sempre in piazza Duomo), talvolta leggende (nei pressi di S. Eustorgio), talvolta ipotesi (S. Lorenzo) e tradizioni, tra le quali si annovera quella del battesimo nella chiesetta sulla cui facciata è murata la nostra epigrafe.
A proposito della tradizione che Agostino fosse stato battezzato nella piccola chiesa a lui dedicata A. Paredi[6] “… già nel 1695 Ludovico Antonio Muratori[7] la dimostrò senza fondamento storico e non antica[8]”.
Tra le altre confutazioni annoveriamo anche la risposta che Alessandro Manzoni diede allo storico francese Poujoulat, che chiedeva informazioni sull’epigrafe di questa chiesetta:
“Près de la basilique ambrosienne il y a une petite église dédiée au grand saint, dans l’endroit où l’on a cru assez longtemps qu’il avait reçu le baptême. Mais cette opinion, tout a fait arbitraire et contraire à l’usage de ces temps, de n’admettra qu’un baptistère dans chaque ville est abanonnée de tout le monde[9]”.
La lapide insomma fu messa intorno al 1670 dai monaci cistercensi che si insediarono presso la basilica di Sant’Ambrogio, quando il battistero di San Giovanni alle Fonti non c’era più. Forse in quel luogo sorgeva il vecchio battistero della Basilica di Sant’Ambrogio, trasformato poi in luogo di culto di S. Agostino o forse fu solo un modo di ricordare lo storico battesimo di Agostino avvenuto a Milano.
Sant’Agostino non fu battezzato sicuramente nel luogo in cui leggiamo questa epigrafe. 
Riferimenti
- Stefano Perego, Il battesimo di Agostino nella Milano di Ambrogio, La Scuola Cattolica 151 (2023) 375-403
- Scheda della chiesa di Sant’Agostino in Lombardia Ben culturali SIRBeC scheda ARL - LMD80-00354
- Una ricostruzione del battistero si trova in questo articolo, che porta alla visione di ottimi video https://archeologiagalliacisalpina.wordpress.com/2021/12/04/mediolanum-dove-vennero-battezzati-sant-agostino-e-sant-ambrogio/
- Ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli a San Gimignano sulla vita del santo https://www.cassiciaco.it/navigazione/iconografia/cicli/quattrocento/gimignano/battesimo.html
- Bellissimo libro https://books.openedition.org/psorbonne/29421 Lusuardi Siena, Silvia, et al. «Le chiese di Ambrogio e Milano». La mémoire d’Ambroise de Milan, édité par Patrick Boucheron et Stéphane Gioanni, Éditions de la Sorbonne, 2015, https://doi.org/10.4000/books.psorbonne.29298.
- Elenco di Goffredo da Bussero nel suo Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis https://www.cassiciaco.it/navigazione/monachesimo/chiese/italia/lombardia/diocesi_milano.html
[1] Conf. IX, 6
[2] Angelo Paredi (1965) Dove fu battezzato Sant’Agostino
[3] Solo più tardi (836) fu costruita, nell’area dove oggi sorge il Duomo, una chiesa più piccola dedicata a Santa Maria detta hyemalis più confortevole di quella di Santa Tecla.
[4] Versus Ambrosii ad font(em) eiusd(em) Eccl(esiae)
[5] Silloge del monaco di Lorsch, conservata nel ms. Vaticano Palatino lat. 833
[6] Art. citato pag. 23
[7] Riporto il velenoso giudizio del Paredi nei confronti di uno dei pochi sostenitori di questa tradizione: “Contro il Muratori sostenne la tradizione della chiesetta di S. Agostino Nicola Sormani (1732), un tipico difensore di cause perse, che nella serie dei dottori della Biblioteca Ambrosiana non brilla davvero di chiara luce. Invece il suo prefetto Giuseppe Antonio Sassi accettò e riportò gli argomenti del Muratori. Altrettanto Latuada (Descrizione di Milano IV tomo 1760 p. 460). Angelo Fumagalli (Antichità Longobardico-Milanesi IV – 1793, Giulio Ferrario nel suo splendido volume sui monumenti della basilica di S. Ambrogio (1824)”. Art. cit. pagg. 24-25.
[8] L.A. Muratori, Anecdota quae ex Ambrosianae bibl. codicibus nunc primum eruit…, I Mediolani, 1697, pp. 174-175 (cfr. art. citato Paredi)
[9] «Vicino alla basilica ambrosiana si trova una piccola chiesa dedicata al grande santo, nel luogo dove si è a lungo creduto che fosse stato battezzato. Ma questa opinione, del tutto arbitraria e contraria alla consuetudine dell'epoca, che ammetteva un solo battistero per città, è ormai abbandonata da tutti.» - Lettera 11 luglio 1843