Neolatino di Francesco Merlo (La Repubblica 22/06/2014).
Nell'interessante articolo dedicato alle sciagurate parole che un prefetto (p minuscola!) ha pronunciato probabilmente per smania di originalità, troviamo due frasi latine, che conservano tracce, un po' sbiadite, della formazione umanistica del valente giornalista. Le riportiamo in ordine:
- promoveatur ut amoveatur
- amoveatur ut rottamatur
La prima locuzione non è attestata nella lingua classica, e compare, anonima, in età tardolatina (cfr. Tosi - Dizionario delle sentenze latine e greche); è una locuzione arguta che gioca sull'accostamento di due composti di moveo, al congiuntivo presente. L'ironia del contenuto riecheggia nei suoni che hanno un tono canzonatorio, una specie di breve filastrocca in rima che rivela il "gioco" di potere e lo sbeffeggia.
La seconda colpisce per l'uso del vocabolo "renziano", però non scorre con pari eleganza: un molto improbabile congiuntivo di questo verbo sarebbe stato "rottametur", che avrebbe fatto crollare l'effetto ironico dato dalla rima canzonatoria dell'anonimo autore della frase latina.